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ago 04 2007
[Sondaggio] Apertura mercatini
sabato 04 agosto 2007
Ciao a tutti! Vorrei condividere e commentare con voi un recente sondaggio, sulla realtà dei mercatini dell'usato. Il sondaggio è stato effettuati su Internet, rivolto a coloro che cercano nella Rete i vari mercatini dell'usato. Il campione non è molto vasto ma supera comunque le 1.500 risposte, abbastanza quindi per farci un'idea.
Cosa pensa del considerevole aumento di punti vendita dell'usato che si sta verificando in questi ultimi mesi?
53,1%
E' una precisa tendenza del mercato determinata dalla necessità di risparmiare.
26,6%
E' uno stile di vita nuovo e alternativo ai centri commerciali.
20,3%
E' una precisa tendenza del mercato determinata dalla difficoltà di liberarsi del superfluo.

Il risultato del semplice sondaggio da parecchi spunti di riflessione. E' vero infatti che la maggior parte delle persone pensa che il proliferare di mercatini dell'usato sia determinato dalla necessità, per le famiglie, di risparmiare. E questo è un dato di fatto: al mercatino dell'usato, la merce proposta è di seconda mano, e costa la metà di quella nuova. E molto spesso, grazie alla selezione che fa il gestore del mercatino, gli oggetti sono praticamente perfetti. Io stesso acquisto molte cose e devo dire che conti alla mano, risparmio un sacco di soldi. 

Fa riflettere però quel 26,6% di persone che pensa che la visita al mercatino dell'usato sia uno stile di vita nuovo e alternativo ai centri commerciali. Un paio di anni fa ero ad un convegno di marketing durante il quale la dottoressa Anna Zinola (docente di psicologia del marketing all'Università di Pavia) delineava il percorso evolutivo del consumatore, oggi sempre più stimolato da influssi mediatici, da internet e dai centri commerciali. 

Ne è  uscito un profilo moderno che in pochissime parole viene riassunto in due importanti concetti:

Contaminazione

E' la tendenza a mixare prodotti, servizi e spazi in modo armonioso e soprattutto creativo. Lo stesso consumatore fa la spesa al supermercato, al discount e nel negozio di gourmandise, selezionando prodotti diversi nei singoli punti vendita. In questo senso il vino d'annata convive senza problemi con lo yogurt di primo prezzo o con i biscotti realizzati dalla marca industriale. Allo stesso modo, nell'abbigliamento, si abbinano capi vintage con abiti comperati da Zara o da H & M e accessori griffatti e nell'arredo la libreria di Ikea può stare accanto alla lampada di alto design o al pezzo etnico.

Personalizzazione

Si cerca, cioè, non tanto un bene oggettivamente costoso, quanto un prodotto specifico, personalizzato, creato sulla misura del singolo consumatore. Naturalmente qesto trend è particolarmente evidente nei segmenti più legati alla moda, quale l'abbigliamento, la cosmetica o gli accessori. La crescente massificazione dei prodotti e una certa banalizzazione dell'offerta, "i prodotti si assomigliano un po' tutti", spingono i consumatori a cercare referenze che siano davvero esclusive, proprie.

Il risultato è quindi il profilo di un consumatore intelligente che non è più disponibile a seguire in maniera inerte, gli stimoli pubblicitari, anzi, si informa e decide l'acquisto non più in base alla marca ma al rapporto caratteristiche / prezzo. 

Una rivoluzione quindi, che in qualche modo sta decretando il successo del mercatino dell'usato, che sempre soddisfa la necessità di un prodotto esclusivo e difficilmente reperibile sul mercato tradizionale, per esempio un oggetto di modernariato, e l'intelligenza del consumatore che sceglie di risparmiare.

Ecco quindi l'alternativa al centro commerciale, al luogo dello shopping dove lo girovagare tra i negozi, al calduccio d'inverno e al fresco d'estate, è alla base dell'esperienza di acquisto. Ma dove non comprare nulla è sempre più difficile. Un luogo informale quindi, forse più vicino all'archetipo di negozio che molti di noi hanno, molto denso di storia e di rapporti umani fatto di esperienze e di sensazioni positive che, inevitabilemente, nel centro commerciale, si perdono.

E infine non meno importante, il 20,3% di persone che vedono nel mercatino dell'usato, un ottimo strumento per liberarsi del superfluo. Concetto che coglie in pieno quanto dichiarato da Dario Esposito, assessore alle Politiche Ambientali e Agricole del Comune di Roma, nello studio "Il settore dell'usato nella gestione dei rifiuti". Cito testualmente: "Per affrontare al meglio il problema della gestione dei rifiuti bisogna sviluppare il settore dell'usato. Come tutte le idee semplici, qualla del riuso contiene in sè una forza propria che tutti possono cogliere e condividere, contribuendo ad aumentarla. Non è infatti difficile immaginare che molti rifiuti ingombranti, fra cui vecchi mobili o elettrodomestici, magari perfettamente funzionanti, potrebbero evitare la discarica se solo fossero rivenduti attraverso un'apposita filiera dell'usato.".

L'enorme flusso di materiali che attraversa la nostra economia è infatti una delle principali minacce all'ambiente. I prodotti che oggi acquistiamo divengono sempre più rapidamente rifiuti spesso ancor prima che la possibilità del loro utilizzo sia realmente venuta meno. Per questo, in tema di rifiuti, la questione della mninimizzazione e della riduzione si afferma ogni giorno di più come la principale azione da intraprendere.

E la sfida del riciclo e del riuso è appena cominciata!

 

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