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| [Mercatino usato] Mattinata a Bussolengo |
| mercoledì 19 settembre 2007 | |
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Ciao, a tutti! Solitamente parlo di mercatini dell’usato, dislocati in giro per l’Italia, visti da “responsabile del network Mercatopoli”. Oggi vi parlo di mercatini dell’usato visti dalla parte del “gestore”. La settimana scorsa, infatti, mia moglie era influenzata e, poiché gestisce il punto vendita Mercatopoli di Bussolengo, ho voluto “prendere un giorno di ferie” dal mio solito lavoro e sostituirla in negozio. Devo dire che quando ho la possibilità di “mettermi dietro al banco”, lo faccio sempre senza indugio, per il semplice motivo che solo così riesco ad avere il “polso del mercato”, in prima linea, e capire se, veramente, il mercato sta evolvendo nella direzione che penso. Premetto che un mesetto fa abbiamo riallestito parte del punto vendita: il reparto libri e vhs, il reparto abbigliamento e l’oggettistica, rendendoli molto più fruibili ai visitatori (nuovi espositori , pulizia, ordine) ed inserendo degli elementi creativi molto efficaci. Sabato mattina è entrato un sacco di gente, circa 150 persone il sabato mattina, almeno il doppio il pomeriggio. Molti curiosavano, attratti anche dal recente volantinaggio mirato, che abbiamo eseguito la settimana precedente. Il mix di visitatori era molto vario, soprattutto italiani, over 50, con una prevalenza di persone del gentil sesso. Non mancavano i giovani che nell’ultimo periodo stanno letteralmente scoprendo Mercatopoli e in genere il mercatino dell’usato, preferendo i mercatini più belli e i più fruibili. Nell’arco della giornata, ho verificato il tempo di permanenza dei visitatori e quali spazi, nel punto vendita, fossero poco frequentati. Sono, infatti, una persona che, ogni tanto, va all’Ikea e, considero queste visite degli esercizi in termini di marketing. Il colosso svedese ha molto da insegnare in questo campo e la frequentazione dei loro negozi mi permette di trarre degli spunti importanti per il mio lavoro. Ogni cosa, all’Ikea è studiata ed ha un perché: dall’area bimbi, al ristorante, fino ad arrivare al bar, dopo le casse, dove un panino “hot dog” costa solo 80 centesimi. Poi ho osservato le persone. Molti pensano che il mercatino dell’usato sia il posto prediletto per l’extracomunitario - beh non è per nulla così! - anzi penso che la densità di extracomunitari presenti all’Auchan, ad esempio, sia più elevata. Ho anche cercato di individuare la classe sociale alla quale appartenevano i clienti: persone che puoi trovare tutti i giorni in un qualsiasi supermercato. Ho ovviamente cercato di applicare gli insegnamenti che io stesso trasmetto ai gestori in fase di apertura di un punto vendita Mercatopoli: un po’ di teatralità, simpatia, gentilezza e soprattutto efficienza. Una coppia di signori anziani, sono passati a portarmi un po’ di oggetti da cucina e a riscuotere il rimborso del venduto. Ho consegnato loro 118,82 Euro (si, anche gli ottantadue centesimi) e dopo avermi chiesto se ero sicuro della somma (cosa di cui ero assolutamente certo visto che le transazioni sono tutte fatte a computer) se ne sono andati, un po’ stupiti. Ho saputo che, il giorno dopo, hanno telefonato a mia moglie per accertarsi sulla corretteza della cifra: non ci credeveno, a dir loro erano troppi! Mi ha lasciato stupito anche il fatto che alcuni clienti hanno chiesto esplicitamente di mia moglie e, visto che lei non c’era, hanno preferito dirmi che sarebbero tornati l'indomani. Questo semplice fatto dimostra come, in un mercatino dell’usato, una delle cose principali, che non deve mai mancare, è il rapporto umano. Sono fortemente convinto che Mercatopoli rivesta anche un ruolo sociale valorizzando il rapporto interpersonale con le persone che, nei centri commerciali e nei negozi in genere si è, purtroppo, perduto. E questa è una delle chiavi del successo di Mercatopoli e dei mercatini dell’usato che hanno compreso questo concetto. |